...dal
diario di bordo di Laura Zolo
La
rotta alternativa
Lasciato il Mississippi,
7 Roses continua con una rotta alternativa, l'esplorazione dei fiumi e
dei laghi americani che la porteranno a ritrovare le acque azzurre dell'Oceano.
Ma quale e' questa rotta
alternativa che dai laghi del Kentucky permette ad una barca oceanica
di raggiungere il Golfo del Messico?
Parlando con amici lontani
e con conoscenti incontrati sulla via, mi accorgo che, mentre ben si conosce
il leggendario corso del Mississippi, non molto si sa sull'immensa rete
fluviale che con laghi, fiumi e tratti di canali artificiali, apre migliaia
di miglia dell'entroterra americano al traffico marittimo.
Il fiume Tennessee per esempio,
affluente dell'Ohio e dall'Ohio collegato al Upper Mississippi, rende possibile
la navigazione a grossi mezzi commerciali fino quasi allo stato del North
Carolina.
In quel crocevia di immense
strade d'acqua che e' Cairo (IL), l'Ohio confluisce nel Mississippi in
un suggestivo spettacolo di giochi di corrente e di potenti vortici. Al
pari di uno snodo autostradale, qui i lunghi convogli di chiatte e rimorchiatori
attendono ognuno il proprio turno per immettersi sulla rotta delle loro
destinazioni. A nord verso Saint Luis; a sud verso Memphis e New Orleans,
ed a Nord Est sull'Ohio che con i suoi affluenti, apre un'altra immensa
estensione di territorio alla navigazione.
Nashville in Tennessee,
la famosa capitale della musica Country è raggiungibile con il Cumberland
River, altro affluente dell'Ohio, che permette il transito di barche e
di rimorchiatori fino a Celina Tenn. L'Ohio stesso, a seconda degli anni
e del livello nelle vie d’acqua secondarie è accessibile addirittura
dal Lago Erie. Fu proprio l'Ohio il fiume sul quale nel 1669 il giovane
Francese la Salle intraprese le sue prime esplorazioni alla ricerca del
grande "padre di tutte le acque", così era chiamato all’epoca il
Mississippi, che sperava lo avrebbe portato sulla costa occidentale dell'America….
Nella
moderna rete fluviale, Huntsville in Alabama, Chattanooga e la pittoresca
Knoxville, (TN) sono anch'esse mete raggiungibili dall'Ohio, che a Paducha
incontra le acque del fiume Tennessee. Grazie a numerosi affluenti ed alla
costruzione di canali artificiali e chiuse, il fiume Tennessee permette
la navigazione anche verso altre destinazioni, tra le quali il Golfo del
Messico. La Tenn- Tomm Water way, accessibile a sud di Pikwick Lake (sul
confine tra l'Alabama, lo stato del Mississippi e del Tennessee), e' una
via d'acqua molto recente, finita di costruire nel 1985 per incrementare
i trasporti marittimi nell’entroterra dell’Alabama e per facilitare
la risalita verso il nord dei grossi mezzi da carico durante le piene del
Mississippi, quando la forte corrente ne rende dispendiosa ed ardua la
navigazione.
Il Tenn-Tomm corre quasi
parallelo al confine tra lo stato dell'Alabama e del Mississippi per 253
miglia. Si congiunge al Tombegbee River a Demopolis(AL) ed
infine al fiume Alabama che sfocia nel Golfo del Messico a Mobile, una
sessantina di miglia ad est di New Orleans.
Lasciare
il Mississippi e' stata una scelta forzata dagli elementi e dalla natura,
ma il disappunto iniziale e le piccole avventure contro la corrente dell'Ohio,
sono state ripagate dalla bellezza dei paesaggi trovati sul Tennessee.
Affascinante e vario, il corso del Tennessee scorre tra vallate di foreste,
bianche scogliere calcaree e pittoreschi piccoli centri. Le sue coste frastagliate
offrono un'infinita' di tranquilli ormeggi nella pace di boschi e parchi
naturali. La fauna nei parchi è copiosa e le acque limpide del fiume
ospitano una grande quantità di pesci, particolarmente graditi al
palato dell'equipaggio, a due ed a quattro zampe, del 7 Roses. Pesce gatto,
crappie bluegill etc, catturati con mille trucchi e cucinati in tutte le
salse, non hanno ormai più segreti. E visto l'entusiasmo con il
quale questa nuova dieta di pesce è stata benvenuta a bordo della
mia nave, cercheremo di condividere con voi una speciale ricetta tutta
“barcalinga”, ideata dallo chef di turno.
Vita
dura a bordo del 7 Roses!
Da
sette giorni navighiamo osservando boschi ed invitanti centri abitati e
guardando in ogni piccolo dettaglio il panorama, che come in un lungo metraggio
a rallentatore, scorre adesso alla velocità di mezzo miglio l’ora.
Abbiamo lasciato il Mississippi,
costretti a scegliere la via alternativa dell’Ohio e del Tennessee, per
fuggire alla corrente del Mighty River incrementata da nuove piogge e diventata
per 7 Roses incontrastabile e pericolosa. Sull’Ohio, le cui acque confluiscono
nel Mississippi a Cairo (IL), avanziamo adesso contro corrente guadagnando
un mezzo misero miglio per ogni ora di navigazione; tradotti in un’intera
giornata, i nostri progressi sono di ben cinque miglia. Cinque miglia sono
poche, ma potrebbero essere ancora meno, infatti, se i bollettini del tempo
manterranno le loro promesse, nuove piogge rafforzeranno ulteriormente
il flusso di corrente obbligando 7 Roses a fermarsi in attesa che gli elementi
si calmino.
La
vita del marinaio è fatta di attese ed una sosta in più non
è certo cosa di cui spaventarsi, ma... che ne sarà della
mia ciurma affamata?
I famosi due metri di pescaggio,
(profondità della barca sotto la linea di galleggiamento) continuano
a tenerci lontani dalle rive, forzandoci ad ancorare ai limiti del canale
navigabile, precludendo così ogni possibilità di toccare
quella terra ferma... tanto vicina quanto irraggiungibile, come in un miraggio!
La cambusa solitamente ben fornita, soffre ormai delle feroci e prolungate
aggressioni dell’equipaggio affamato e l’appetitosa e fumante cena frutto
delle ultime riserve di bordo, giace ora sparpagliata in ogni angolo visibile
(e non), della cabina!
Ma ritorniamo indietro di
un paio d’ore e di un paio di chilometri, dove il canale navigabile del
fiume si restringe per contornare un esteso banco di sabbia e dove un convoglio
di trentacinque chiatte spinte da un immenso rimorchiatore, ha incrociato
la rotta della piccola 7 Roses.
Costantemente in allerta
ed in contatto radio con il traffico in movimento, questi mostri da 10.000
cavalli sono i nostri spaventosi, ma simpatici compagni di viaggio e non
è infrequente che assieme alle informazioni relative alla navigazione
ed ai loro passaggi, s’instaurino piacevoli chiacchierate via etere. Con
il pilota del rimorchio in questione c’erano anche scappate due risate,
quando riferendosi agli ingombri indefinibili sulla coperta della mia barca,
aveva umoristicamente affermato che l’unica cosa mancante a bordo era a
sua opinione, una mucca del Gersey... Cosa abbiano di speciale le mucche
del Gersey, rimarrà per sempre un mistero poiché a quel punto,
la sua spumeggiante e vicina scia ci ha investito con l’intensità
di un maremoto. Gli ultimi suoni emessi dalla radio prima del black out,
sono stati una serie di parole incomprensibili, seguite dagli auguri di
Buon Natale.
La radio non è stata
una vittima del maremoto, bensì una delle tante vittime indirette,
della vera ed unica fatalità di questi quattro salti sulle onde:
la zuppa di fagioli e carne affumicata!
Preparata dalle amorevoli
cure del mio equipaggio e lasciata sul gas a fuoco lento per terminarne
la cottura, la zuppa non è sopravvissuta allo spettacolare triplo
salto mortale che dai fornelli ha proiettato la pentola sul paiolato (pavimento
della barca), quindi sul rivestimento interno della tuga (il tetto) ed
infine con un violento rimbalzo, sul bordo del lavello. Da qui gli ultimi
residui del suo contenuto, sono stati scagliati sul tavolo da carteggio
e sugli strumenti di bordo; nel quadrato (il salottino), sul letto della
cabina di prua e perfino sullo specchio del bagno...
...Il caos. Un viscido girone
infernale di spezie e di legumi!
Nella relatività di
ogni cosa, succede che la disperazione di qualcuno sia la gioia di altri
ed, infatti, mentre una metà dell’equipaggio osserva con crescente
depressione (e fame) il disastro, le otto zampe pelose di Stella e Sultan
sguazzano felici in un mare di carne e fagioli, ringranziando con soddisfatti
grugniti quelle divinità canine che hanno elargito tale inatteso
dono. Sotto i miei occhi increduli, Sultan scarta attentamente i fagioli
e le cipolle accaparrandosi un succulento osso ben guarnito di un altrettanto
succulento mezzo chilo di carne, mentre Stella, ormai in frenesia, si lancia
in virtuosismi da giraffa per assicurarsi quel prelibato bocconcino rimasto
incastrato tra la plafoniera ed il soffitto…
…Inutile piangere sulla “zuppa
versata” e poiché non possiamo con la zuppa rifocillare lo stomaco,
nutriamo almeno lo spirito con quattro risate.
Buon Natale
Grazie
St. Louis
L’arco
di Saint Luis lo avevo visto per la prima volta diversi anni fa, su una
guida degli Stati Uniti regalatami da una coppia di amici rientrati da
un lungo viaggio negli USA. Questa città sul MISSISSIPPI, come i
luoghi lontani dei quali si legge sui libri e se ne vedono le immagini
in film e documentari, era una di quelle città che da anni
stuzzicava la mia fantasia e che speravo un giorno poter visitare.
Saint Luis era per me sinonimo
di Blues, di storia Americana e di quel lontano passato che vide i primi
europei discendere le acque del Grande Mississippi. Come New York, come
Chicago e così come lo sarà New Orleans, Saint Luis rappresentava
per me una pietra miliare nella lunga rotta su laghi e fiumi, attraverso
il continente Americano.
Ricevuta dalla comunità
Italiana, con quel calore che solo gli amici e la famiglia sanno dare,
la mia Saint Luis non è stata solo un’altra meta leggendaria, raggiunta
e poi lasciata, ma una meta, migliaia di miglia lontana da casa, che della
casa mi ha fatto sentire il caldo abbraccio.
Le mie abilità oratorie
del “lupo di mare”, abituata ai lunghi periodi di solitudine, ai silenzi
ed alle conversazioni spesso limitate a quelle con il mio equipaggio canino,
non mi hanno permesso di esprimere con le parole a viva voce il mio senso
di gratitudine e la mia emozione, a quegli amici della Comunità
Italiana che mi hanno accolto con tanta cordialità e simpatia.
Non sono riuscita a dire grazie, ma l’amicizia trasmessami in questa breve
sosta è un altro prezioso tesoro che porto con me sul 7 Roses.
Il prezzo di ogni scelta…
Una delle domande ricorrenti
che mi vengono poste, è quali siano gli aspetti più duri
di una scelta di vita che mi vede da anni in continuo movimento su una
piccola barca in giro per il mondo. Gli spazi ristretti? La mancanza dell’acqua
calda? Di un vero bagno con doccia e vasca? Della televisione? La mancanza
delle normali comodità di una casa? Senza dubbio il desiderio
di questi piccoli lussi ogni tanto si fa sentire, ma il vero aspetto difficile
della mia vita di viaggi, sono i saluti. I saluti alla famiglia, che con
le lacrime agli occhi agita la mano da una banchina, alla stazione ferroviaria
o nella hall di un aeroporto. Gli arrivederci a quelle persone care che
vivono aspettando il tuo ritorno. Gli addii agli amici vecchi e nuovi incontrati
sulla via, che forse non rivedrai più. Gli infiniti “goodbye”, sono
per me il prezzo più pesante, che la mia scelta di vita mi richiede.
7 Roses riprende la sua
rotta
La mia piccola nave ha ripreso
la sua rotta sotto il cielo rosato di una promettente alba di metà
Dicembre. La temperatura è quella frizzante delle limpide giornate
invernali e la visibilità di un’aria sottile e trasparente ci lascia
ammirare l’Arco di Saint Luis baciato dai raggi del sole.
La vera navigazione sul Mississippi
è cominciata a sud del “Chain of Rock Canal” dove passata l’ultima
chiusa, non vi sono più ostacoli a rallentare la corsa di questo
gigante d’acqua. Le ultime piogge ne hanno alzato il livello ed hanno portato
sulla superficie un infinità di nuovi detriti che obbligano il 7
Roses ad avanzare in una gimcana convulsa.
Sei nodi di corrente ed
i pochi cavalli del mio motore, riducono la manovrabilità della
barca. Ogni virata o variazione di rotta deve essere anticipata e ben studiata
per evitare la collisione con i tronchi, i cespugli e gli interi alberi
che navigano sul fiume.
Nonostante la tensione per
una corsa quasi incontrollabile, scivolare sulle acque del leggendario
Mississippi con la mia barca, mi regala quella speciale sensazione di piccola
conquista, tipica del raggiungimento di un obbiettivo prefissato. Alle
emozioni romantiche delle prime miglia sul “Mighty River” si alternano
i batticuore, lo scorrere dell’adrenalina ed anche la fatica di mille peripezie
che richiede la navigazione con tredici tonnellate di barca a vela in acque
ristrette e turbolente.
La potenza insufficiente
nel motore ed i due metri di pescaggio, sono elementi limitanti quando
si deve girare la prua controcorrente e si spera di trovare un ridosso
fuori dal canale navigabile. Talvolta la semplice manovra di un’inversione
di rotta richiede l’uso dell’ancora per contrastare la spinta della corrente
sulla chiglia, durante la virata.
In queste situazioni e non
solo, è un grande aiuto poter contare sulle due forti braccia in
più delle quali al momento dispongo. A bordo con me ho adesso un
amico: Daniel, che recentemente mi ha raggiunto da New York in motocicletta.
Forse Daniel pregustava
una vacanza di tutto riposo e forse non si aspettava una navigazione sul
Mississippi con la moto issata sulla coperta di una barca italiana? ...ma,
come ci insegna il vecchio proverbio: il gusto speciale della vita risiede
anche nelle sue sorprese e nelle sue mille incognite.
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